Giovane arrestato per violenza su minori
Pubblicato da Unione Donne Sammarinesi il
Nelle settimane scorse abbiamo dovuto leggere sui media che, nonostante la condanna definitiva nei confronti dell’ex Capitano Reggente, Giacomo Simoncini, la Federazione Sammarinese Giuoco Calcio sostiene di non poterlo allontanare dal Consiglio Federale, in cui era stato eletto nel gennaio scorso, ma di poter solo attendere eventuali sue dimissioni. Nei mesi passati avevamo fatto presente che una persona all’epoca già condannata in secondo grado per “atti indecenti”, al di là di qualsiasi normativa, non dovrebbe sedere nel direttivo (tutto al maschile) di una Federazione che – tra l’altro – ha strette collaborazioni con le scuole sammarinesi, con gruppi giovanili e anche femminili. Ma a quanto pare neppure la condanna definitiva è servita a far prendere atto della gravità della situazione.
Sempre lo scorso inverno, grazie alla segnalazione della consigliera Pelliccioni e alla nostra successiva presa di posizione, alcune forze politiche e la Segreteria di Stato allo Sport si erano mosse affinché fosse allontanato il giocatore militante nel campionato sammarinese che in Italia aveva subito una condanna in primo grado per aver violentato, nell’ottobre del 2022, una ragazza di quattordici anni. Anche in quel caso, la prima risposta della FSGC era stata che non era possibile risalire alla persona in questione.
Ora leggiamo sui media sammarinesi e su tutte le principali testate italiane del caso del giovane sammarinese condannato in via definitiva per violenza sessuale nei confronti di quattro bambini tra i dieci e gli undici anni. Si parla di violenze perpetuate nel 2021 per le quali già ad aprile scorso si è concluso il processo penale in Italia con condanna definitiva. Qui il problema non è solo la Federazione Calcio, dove il giovane – in base a un rapido riscontro sul sito della FSGC – pare abbia continuato a militare anche in seguito ai fatti gravissimi del 2021, ma il Paese intero, con le sue autorità e le sue istituzioni.
Attendiamo notizie più precise e confermate, ma a quanto emerso in queste prime ore, pare che il giovane in questi anni abbia persino lavorato nelle scuole sammarinesi e sia addirittura stato “educatore” in un centro estivo parrocchiale. UDS si chiede dunque come una persona a processo e poi condannata per violenza sessuale aggravata su minori possa essere stata a contatto con bambini e bambine per 4 anni nel territorio sammarinese; ci chiediamo come mai la polizia italiana abbia dovuto aspettare un suo post sui social per arrestarlo in Italia; ci chiediamo perché, per quanto è ad ora dato sapere, non ci sia stata collaborazione con le forze dell’ordine sammarinese e con la Segreteria preposta.
Come Unione Donne Sammarinesi chiederemo contezza a tutti gli attori coinvolti. Si continuano a banalizzare le molestie, le si minimizza e nasconde sotto il tappeto, e questo non aiuta né le vittime, né la società, né le persone coinvolte, a partire dagli stessi abusanti. Chi molesta, abusa, violenta deve essere prontamente fermato, deve essere punito seguendo la legge e, soprattutto, deve essere arginato e curato affinché i fatti non si ripetano più.
Unione Donne Sammarinesi
Comunicato stampa n. 100 del 26 agosto 2025
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